Bentornati.
Oggi non ho portato una nuova lettura. Anzi, ho fatto esattamente il contrario: sono andata a rovistare nel passato.
Se fossimo davvero tutti seduti intorno a un tavolo, questo sarebbe il momento in cui mi alzerei, andrei verso la libreria e vi direi: «Aspettate, questo devo proprio farvelo vedere».
Ed è esattamente quello che ho fatto.
Ho tirato giù dallo scaffale L'Abbazia di Northanger.
E con lei inauguriamo una cosa nuova da queste parti: BOOKBACK! – Tiriamolo giù dallo scaffale.
Ci sono libri che abbiamo letto il mese scorso e di cui ricordiamo a malapena la trama. E poi ce ne sono altri letti quindici, vent'anni fa che, per qualche strano motivo, sono ancora lì.
Magari non ricordiamo più tutto. Qualche personaggio è scomparso, alcuni dettagli si sono confusi e probabilmente, se li rileggessimo oggi, avremmo anche qualcosa da ridire sui lettori che eravamo allora.
Ma hanno fatto parte della nostra storia.
È da questa idea che nasce BOOKBACK!
Non rileggerò necessariamente questi libri. Non vi dirò che oggi ne penso esattamente quello che ne pensavo allora, perché sarebbe poco sincero.
Farò una cosa diversa: tornerò indietro nel mio passato di lettrice e recupererò libri di cui ho scritto anni fa, quando li avevo appena chiusi e le impressioni erano ancora fresche.
E per il primo BOOKBACK! sono tornata a L'Abbazia di Northanger di Jane Austen.
All'epoca avevo già letto quasi tutti i romanzi di Jane Austen e questo mi aveva colpita soprattutto per un aspetto: l'ironia.
Catherine Morland è una ragazza ingenua, appassionatissima di romanzi gotici e dotata di una fantasia che tende decisamente a prendere il sopravvento sulla realtà.
Quando arriva a Bath e successivamente a Northanger Abbey, Catherine fa quello che probabilmente farebbe qualunque lettrice cresciuta a pane, castelli inquietanti e misteri: comincia a guardarsi intorno aspettandosi che succeda qualcosa.
Possibilmente qualcosa di terribile.
E Jane Austen si diverte moltissimo alle sue spalle.
Cosa ne pensavo allora?
Rileggendo oggi la mia vecchia recensione del 2010, una cosa è chiarissima: mi ero divertita.
Definivo questa Austen particolarmente «frizzante e molto molto ironica» e mi piaceva soprattutto il modo in cui prendeva in giro i romanzi sentimentali e gotici dell'epoca attraverso la fantasia sfrenata di Catherine.
Ricordavo con piacere anche i personaggi secondari. O meglio, alcuni li ricordavo con piacere e altri li trovavo decisamente insopportabili.
Isabella e John Thorpe appartenevano alla seconda categoria.
Evidentemente certe antipatie letterarie resistono bene al tempo.
Ma ciò che mi aveva colpita più di tutto era proprio il gioco di Austen con i libri e con noi lettori: Catherine legge talmente tanto da aspettarsi che la vita si comporti come un romanzo.
E naturalmente la vita non collabora.
Alla fine della recensione scrivevo che L'Abbazia di Northanger mostrava tutta l'ironia e la brillante intelligenza di Jane Austen e concludevo dicendo di averlo gradito molto.
E oggi?
Qui arriva la parte importante.
Non ho riletto L'Abbazia di Northanger.
E non ho intenzione di fingere di ricordarne ogni dettaglio o di dirvi che, sedici anni dopo, gli darei esattamente lo stesso giudizio.
Magari sì. Magari no.
Ed è proprio questo il senso di BOOKBACK!.
Non tornare necessariamente a leggere. Tornare a ricordare.
Ogni tanto, sommersi dalle nuove uscite, dai libri del momento, dai titoli che diventano virali e da pile di letture che sembrano non finire mai, possiamo anche voltarci indietro. Perché prima dei libri che stiamo leggendo oggi ce ne sono stati centinaia di altri.
Alcuni li abbiamo dimenticati. Altri ci hanno accompagnato per un pezzo. E qualcuno merita semplicemente di essere tirato nuovamente giù dallo scaffale. Non per dirvi «dovete leggerlo», ma per ricordarvi che questo libro esiste e raccontarvi cosa ne pensava una lettrice nel 2010 che, senza saperlo, avrebbe continuato a parlare di libri anche sedici anni dopo.
E adesso tocca a voi.
Avete letto L'Abbazia di Northanger?
E soprattutto: qual è un libro letto tantissimi anni fa che ricordate ancora con affetto?
Raccontatemi nei commenti.
La prossima volta che ci ritroveremo qui potremmo partire proprio da uno dei vostri suggerimenti.
E chissà: potrebbe essere il prossimo libro che tireremo giù dallo scaffale.







