Non so bene come raccontarvela amici lettori, ma so per certo che questo romanzo è geniale.
Perchè geniale? Perchè riesce magistralmente ad unire caratteristiche assurdamente contrapposte.
E' un romanzo horror ed è un romanzo ironico e divertente. E' un romanzo surreale, ma che si svolge nella placida campagna inglese tra cottage e biblioteche, tra un tè e un tramezzino, seduti in poltrona con accanto un sonnecchiante cane di nome Watson.
Un continuo omaggio a personaggi famosi per i più disparati motivi, da Harry Potter a Daniel Craig, da Alister Crowley (noto satanista fondatore dell'abbazia di Thelema a Cefalù in Sicilia) a Jane Eyre per trovarvi, alla fine, intenti ad effettuare una ricerca su youtube a caccia della voce di Vincent Price e della sua introduzione vocale a Thriller di Michael Jackson.
Voce narrante è Alec, ex bibliotecario, da poco in pensione e da poco vedovo, che si troverà a dare la caccia ad un gatto, o forse due o, forse, a Belzebù in persona.
D'altra parte vero protagonista del romanzo è proprio Roger, un gatto parlante la cui storia a tratti vi terrorizzerà al punto che non riuscirete mai più a guardare il vostro gatto senza provare un un brivido lungo la schiena.
Una storia bizzarra, che, pian piano prenderà forma. Leggendo accadrà che, man mano, tutti gli eventi e i personaggi apparentemente scollegati tra loro, troveranno la giusta collocazione formando una visione d'insieme più chiara.
Un racconto moderno perchè attuale, ma con una narrazione vecchio stile alla stregua di un romanzo di Arthur Conan Doyle del quale l'autore è sicuramente grande fan.
Un gatto, Roger, bellissimo, che vi affascinerà con la sua erudizione ed eleganza tipicamente felina.
“Continuo a pensare al passaggio di Jane Eyre in cui il fratello venuto dalle Indie occidentali subisce una violenta aggressione notturna e Rochester gli vieta di dare qualsiasi spiegazione a Jane che siede nel buio con lo sconosciuto coperto di sangue e per tutto il tempo sente l'agitazione animalesca della donna folle e violenta dietro la porta chiusa a chiave. Per te non avrà alcun senso se non hai letto il libro in questione, Wiggy, perciò mi scuso per le mie divagazioni. E' solo che, in ambulanza, ho continuato a ripetere a Winterton a chiare lettere: -E' meglio che lei non parli, Winterton, vecchio mio; non dica una parola-. E poi, proprio ora, mi sono ricordato perché la situazione mi sembrasse così familiare, pur non avendo mai vissuto niente di simile”
Non ho scelto a caso questo passaggio, l'ho portato alla vostra attenzione proprio perché, attraverso questa citazione, questo bell'omaggio a Jane Eyre, l'autrice ci vuole dimostrare come le letture, quelle importanti, quelle che ci segnano, rimangano dentro di noi come delle esperienze vissute quasi in prima persona. Un modo per sottolineare il potere della letteratura e le forti emozioni che questa può donarci. (Nella foto Lynne Truss)
Che dire? Io lo straconsiglio, magari potrà non piacere a qualcuno (come ho potuto apprendere leggendo alcune recensioni) ma sono certa che non sia un romanzo per tutti, senza voler sminuire alcuno, solo intendo che non è un romanzo apprezzabile su vasta scala, non è un romanzo ruffiano che fa l'occhiolino ad un ampio pubblico, ma, probabilmente, solo a chi ama il genere.
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