venerdì 23 ottobre 2026

La palude delle streghe: i roghi si sono spenti, i pregiudizi no (Tutt'orecchi #1)


Benvenuti amici, ci ritroviamo oggi col primo numero di questa nuova rubrica che ho voluto chiamare "Tutta orecchi!". Rubrica nella quale commenterò gli audiolibri ascoltati di settimana in settimana. L'elemento in più sarà il parere sulla voce narrante,  fondamentale in un audiolibro.
Siamo qui a parlare di un romanzo che ho ascoltato su Storytel, ma, naturalmente, esiste anche il cartaceo edito da Neri Pozza.

Ci sono libri che lasciano un segno. La palude delle streghe, di Jarka Kubsova, per me appartiene decisamente a questa categoria.

Ho terminato l'ascolto di questo romanzo con una sensazione difficile da descrivere. Ho provato rabbia, tanta rabbia. E, soprattutto, la consapevolezza di aver incontrato una storia che difficilmente dimenticherò.

Jarka Kubsova intreccia due epoche e due destini femminili.

Nel Cinquecento incontriamo Abelke Bleken, una donna indipendente, determinata, capace di amministrare la propria terra in un mondo che guarda con sospetto chi non si conforma alle aspettative della società.

Nel presente conosciamo Britta, una donna che ha progressivamente messo da parte le proprie aspirazioni per dedicarsi alla famiglia e che, nonostante una vita apparentemente privilegiata, avverte il peso delle rinunce e il bisogno di ritrovare se stessa.

Due donne lontanissime nel tempo, eppure molto più vicine di quanto si possa immaginare.

È proprio questo parallelismo ad avermi conquistata e sconvolta.

Perché mentre ascoltavo la storia di Abelke, perseguitata in un'epoca in cui un'accusa di stregoneria poteva distruggere una vita, non riuscivo a smettere di pensare a ciò che accade ancora oggi.

Basta una fotografia pubblicata sui social, una scelta personale, un comportamento giudicato sconveniente, perché una donna diventi bersaglio di insulti, calunnie e condanne collettive. E troppo spesso a partecipare a questo accanimento sono anche altre donne.

Naturalmente non possiamo equiparare la violenza della caccia alle streghe alle aggressioni verbali contemporanee. Ma possiamo riconoscere, dietro fenomeni tanto diversi, alcuni degli stessi meccanismi: il pregiudizio, la volontà di controllare, il bisogno di trovare qualcuno da colpevolizzare.

I roghi si sono spenti, ma la caccia alle streghe non si è conclusa.

E poi c'è Britta. Una donna nella quale mi sono riconosciuta molto più di quanto mi aspettassi. Perché a volte le rinunce non fanno rumore. Si accumulano negli anni, diventano abitudini, fino al momento in cui ci si domanda quanto della propria vita sia stato davvero scelto.

Ho apprezzato moltissimo il modo in cui l'autrice costruisce questo dialogo tra passato e presente, senza limitarsi a raccontare un'ingiustizia storica, ma invitandoci a interrogarci sulle nostre contraddizioni.

La palude delle streghe non è stata per me una semplice lettura coinvolgente. È stata una lettura dolorosa, necessaria, capace di provocare emozioni fortissime.

Non so se cambierà davvero il mio modo di guardare il mondo. So però che, dopo averlo ascoltato, alcune cose mi sembrano diverse.

E credo che sia uno dei doni più grandi che un romanzo possa fare.

Per quanto riguarda la voce narrante dell'audiolibro, appartiene a Sonia Barbadoro e devo dire che la sua interpretazione mi è piaciuta molto.

Ne consiglio vivamente la lettura davvero a tutti. Vi arrabbierete molto, rifletterete, forse piangerete. Una cosa è certa, la storia di Abelke non vi abbandonerà.

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