mercoledì 26 agosto 2026

ROMANZO PER SIGNORA (Piersandro Pallavicini)

 


Ho iniziato a leggere questo romanzo grazie al passaparola all'interno del  condominio al mare.                    

Era il primo giorno di vacanza e una mia cara amica lo teneva in mano, la sorella glielo aveva lasciato in casa raccomandandole caldamente di leggerlo perché, a suo dire, ne valeva la pena.

Così mi sono tuffata anch'io dentro questa copertina raffigurante una piscina, sei sdraio a righe e un banner plane che sventola uno striscione con su scritto "Happiness".

Ma cosa è davvero la felicità? I soldi, la carriera, una famiglia tranquilla? Sono questo? 

Oppure, alla fine, alla resa dei conti, siamo tutti sulla stessa barca e quale che sia stata la nostra vita proveremo sempre e comunque lo stesso identico senso di frustrazione e tristezza?

Protagonista e voce narrante della storia è Cesare, ex direttore letterario di una nota casa editrice. Insieme a lui a Nizza, ci sono la moglie, e tre loro amici conosciuti al Rotary club.

Ciascuno di loro porta sulle spalle il peso di delusioni, malattia, lutti, dolori, amori e amicizie perdute e, ognuno in modo differente rispetto all'altro, affronterà quest'ultima parte della vita. 

Il romanzo sorprende il lettore in mille modi, lo fa riflettere, ridere, sorridere, piangere. La scrittura è sempre intrisa di amarezza, ma anche di ironia, sarcasmo e pura comicità.

Man mano che si procede con la lettura si viene messi a parte di nuove verità, di ricordi del passato che faranno sì che i tasselli, un po' alla volta, si sistemino al loro posto.

Però il finale è lasciato nelle mani del lettore. La domanda più importante, la più grande, ha e non ha una vera risposta e lascia spazio al sentimento di ciascuno di noi.

Per questo lo considero un romanzo da commentare insieme a qualcuno, non perché così facendo si potrà avere accesso alla verità assoluta, bensì per mettere a confronto gli animi e capire quali corde, questa storia, abbia toccato in ciascun lettore.

Di sicuro una romanzo che fa riflettere molto sul senso o non senso della vita.

Leggerò volentieri altro di questo autore

mercoledì 16 ottobre 2024

IL BALLO DELLE PAZZE - Victoria Mas

 


Nel momento in cui porto a termine una lettura, di solito, chiudo gli occhi e attendo che si materializzi una parola che possa descrivere e riassumere la sensazione immediata che quella storia, quella lettura, ha suscitato in me.
In questo caso, la parola che si è materializzata dietro le mie palpebre chiuse è stata "impotenza".
Libro scoperto assolutamente per caso, non conoscevo l'autrice, ma stavolta ritengo di essere giustificata dal fatto che si tratta del suo primo romanzo in quanto principalmente il suo lavoro si svolge nel mondo del cinema.
La storia si svolge alla fine del 1800, per l'esattezza ci troviamo catapultati in una Parigi del 1885 all'interno dell'ospedale psichiatrico Salpetrière, oggi rinomato centro ospedaliero universitario del XIII arrondisement. Edificio imponente, costruito nel 1600 e nato come fabbrica di polvere da sparo.
Negli anni in cui si snoda la nostra storia il dottor Jean Martin Charcot volle trasformare l'edificio in una clinica per malattie psichiatriche che richiamava studenti da tutta Europa e tra questi Sigmund Freud.
Così narrata, la storia della Salpetrière scorre quasi come una bella favola sulla scienza medica ed i suoi progressi. Questo se non si tenesse cono del fatto che, oggetto degli studi di Charcot e dei suoi seguaci erano quasi esclusivamente donne, di varia provenienza, che venivano usate come cave impotenti e spesso oggetto di pratiche a volte abominevoli e sconsiderate.


Spesso si trattava di donne segnate dal dolore, depresse, vittime di abusi, le quali venivano allontanate da una società per la quale la loro "malattia" costituiva solo un fastidioso peso.
Per cui, sovente, l'ospedale rappresentava un contenitore di donne sfortunate le quali, per i più disparati motivi dovevano essere cancellate dalla società "civile".

Il romanzo mostra uno spaccato di quotidianità all'interno della struttura rappresentando gli eventi dal punto di vista delle internate e raccontandoci le loro paure e i loro sogni, le loro emozioni e le frustrazioni.
Ma ad essere prese in considerazione sono pure quelle donne impiegate all'interno della Salpetrière: infermiere ed inservienti ad esempio.

Entrando nel dettaglio, lo scorcio che viene mostrato al lettore è il periodo della mezza Quaresima che vede le alienate molto prese dai preparativi per il Ballo di primavera (o di mezza Quaresima), noto a Parigi come Il ballo delle pazze (Le bal des Folles). Un'occasione per l'elite della società di soddisfare la propria curiosità morbosa nei riguardi delle recluse e, allo stesso tempo, la possibilità per queste ultime di trascorrere un periodo gioioso e sereno abitato da sogni e speranze.
In sostanza per Charcot una sorta di evento pubblicitario, un modo per mostrare al pubblico i risultati del proprio lavoro. Un evento, che oggi considereremmo di dubbio gusto, per ricevere consensi.

Protagoniste del romanzo sono quattro donne, molto diverse tra loro: Genevieve, capoinfermiera rigida, ma attenta alle esigenze delle pazienti, 
Eugenie, giovanissima donna dell'alta società che viene internata da un padre dispotico che vede in lei il seme del male ma che, in realtà, mal sopporta il suo anticonformismo.
Louise, giovane figlia del popolo vittima di abusi da parte dei familiari e che, però, sogna ancora l'amore.
Infine Therese, anziana prostitua, decana della Salpetrière  e punto di riferimento per tutte le ospiti dell'ospedale. 

Il romanzo si snoda in circa 180 pagine, privo di fronzoli e descrizioni particolareggiate, riesce comunque a creare nell'immaginario del lettore delle figure e dei volti e dei luoghi nitidi.
Scorrevole e mai veramente duro nella narrazione, è comunque in grado di suscitare rabbia e indignazione.

A mio parere un buon lavoro, breve, ma d'impatto. Fornisce un quadro chiaro della situazione usando anche un po' di immaginazione e un'espediente "esoterico" che intriga chi ama il genere.


Dal romanzo è stato tratto un film nel 2021 distribuito da Prime video. Film, in linea di massima , abbastanza federe al libro da cui è tratto

Voto libro Tre stelle e mezzo/ quattro

martedì 13 febbraio 2024

I consigli della Libreria Atlantide e la loro storia


 

Atlantide è a Castel San Pietro (una ventina di km da Bologna), in via Mazzini 93, dal 4 dicembre 1993.


Assoluti neofiti come librai, ci eravamo resi conto che nel paese mancava una libreria, come del resto anche nei comuni limitrofi. Con buona volontà ed incoscienza abbiamo cercato i locali più adatti, per poi procedere con tutti i passi necessari all’apertura, dopo averli trovati. Contatti con fornitori, con altri librai, studio, settimane frenetiche per l’allestimento … dopo diversi mesi di preparazione è arrivato il giorno fatidico dell’apertura.


Se all’inizio non sapevamo come sarebbero andate le cose, accompagnando all’offerta di libri anche cartoleria e qualche oggetto d’arredamento (in modica quantità), ci siamo resi conto subito che il pubblico voleva libri.


Non ci era chiaro allora che la libreria dovesse essere intesa anche come avamposto culturale, come centro per la comunità. In quegli anni il negozio di libreria, perlomeno in provincia, non era percepito in questo senso mentre, questo comune sentire, si è poi fatto strada anno dopo anno. 


Una cosa possiamo attribuircela senza peccare di presunzione: Atlantide è sempre stata l’Atlantide che il nostro pubblico conosce, da subito, con le caratteristiche che ancora la distinguono: un luogo aperto al dialogo, sincero, amichevole e gentile, in cui trovare libri di grandi e piccoli editori, indipendente, con grande attenzione ai libri per ragazzi (ogni quattro libri venduti uno appartiene alla letteratura per l’infanzia).


Abbiamo sempre intercettato i grandi mutamenti che stavano verificandosi, utilizzando le nuove tecnologie, distribuendo newsletter, vendendo su ebay (ricordiamo con emozione una esportazione negli States de La misteriosa fiamma della Regina Loana, nel 2004), facendo ricerche nel mondo per libri in catalogo e non, utilizzando con discreto successo anche i social, sempre con la nostra voce.


Da sempre abbiamo curato con attenzione i rapporti con le scuole del territorio, con le biblioteche. Solo il ricorso a gare d’appalto incentrate solo sull’entità dello sconto ci hanno messo fuori gioco, per fortuna non in tutti i casi, visto che ancora numerose sono le biblioteche che continuano a servirsi da Atlantide: in questo caso possono rinunciare a qualche punto di sconto ricevendo in cambio un servizio di qualità!


Ci siamo divertiti e abbiamo sofferto (ma le risa sono state per fortuna più numerose), tra noi, con la clientela, con altre librerie, con rappresentanti ed editori. E abbiamo sempre incrociato autori ed autrici divenuti poi amici di lungo corso, compagni di viaggio nel mare agitato dell’editoria.


Siamo sopravvissuti a svariati ministri della cultura, in un Paese con gli indici di lettura costantemente inferiori a quelli di altre nazioni civili, in picchiata da una decina di anni, in un mercato che non brilla sempre per correttezza…

Libri da consigliare, autori da suggerire ai lettori, beh, ne avremmo a bizzeffe, qui in Atlantide manteniamo sempre aggiornato con le nuove letture uno scaffale di libri consigliati, romanzi e gialli. Abbiamo pensato allora di dare spazio ad un autore che meriterebbe di essere più letto secondo noi, di veder ripubblicate alcune sue opere tristemente non disponibili. I suoi primi editori italiani non hanno avuto fortuna, Scheiwiller e Zandonai, ora auguriamo maggior fortuna a quelli attuali: Keller, Bottega Errante e Nutrimenti. 


Di Miljenko Jergovic vi proponiamo Le Marlboro di Sarajevo, edito in Italia da Quodlibet nel 1995, Scheiwiller nel 2005, infine da Bottega Errante, che continua a proporlo ai lettori dal 2019. I racconti che compongono il libro sono stati scritti a caldo, in quei terribili giorni tra aprile 1992 e febbraio 1996: 

Sarajevo, città cosmopolita e vivissima è stata cinta d’assedio e ha dovuto piangere 12.000 morti di cui circa 1.500 bambini, e più di 50.000 feriti. Fu una guerra documentata quotidianamente nelle nostre case con le immagini terribili che aprivano i Tg dell'epoca. Jergovic ci cala in quella quotidianità dando vita ad un racconto corale, fatto di amore per la sua città, di tragica fatalità, alternando momenti commoventi ad altri dai toni fiabeschi, mai esaltando l'orrore o calcando la mano sull'emotività che ne può derivare, ma dando centralità alle persone, ai loro sentimenti, in un contesto sospeso tra quotidianità, sopravvivenza, umanità. Il libro Le Marlboro di Sarajevo lo ha posto all'attenzione della scena letteraria internazionale, garantendogli anche prestigiosi premi come il tedesco Erich Maria Remarque.


La sua opera in generale è un grandioso, partecipato e intenso tributo alla storia della sua terra, evidenziando quei momenti in cui la storia ha accelerato la sua corsa, consegnando al lettore fatti decisivi per la nazione nel riflesso delle vite dei suoi protagonisti.


Chiudiamo con un'altra citazione: «Nessuno ha fatto niente per la Verità, e questa ha smesso di funzionare come argomento». La verità che “suonerà offensiva, se mai qualcuno vorrà dirla, per i serbi, per i croati e per i musulmani, I primi hanno istigato e messo in atto il crimine, gli altri, nella loro disgrazia, hanno creduto di essere nel giusto e di dover pensare e agire come i primi ".


Il libro è stato scritto mentre la guerra devastava quella bellissima e composita città che è Sarajevo. Narra le storie di quei giorni, viste dalla parte degli assediati, legando una vita all'altra, la sorte di un uomo a quella di una donna, di una casa indenne a una colpita dalle cannonate. Ne risulta un racconto corale, di amore e malinconia per una terra distrutta, ma privo di lamenti inutili, accettando l'inevitabilità della sorte e degli accadimenti. È un compendio di feroci pugni allo stomaco, in cui il conflitto balcanico fa da sfondo ai bislacchi protagonisti, sempre in bilico tra quotidianità e sopravvivenza. "Jergovic è uno scrittore epico; possiede la capacità di lasciar parlare l'oggettività delle cose e degli avvenimenti, di cogliere la storia di un individuo o di un paese nei dettagli più concreti, con sobria essenzialità". Dalla prefazione di Claudio Magris



L’autore.

Romanziere, poeta, giornalista e sceneggiatore, nonché maestro del racconto breve, è senza dubbio uno dei maggiori talenti letterari della sua generazione, noto soprattutto come autore di novelle aventi per tema la sua terra natale. Nasce a Sarajevo, dove compie studi in filosofia e sociologia. Nel 1994, durante l’assedio di Sarajevo decide di lasciare la città natale per trasferirsi a Zagabria, dove tuttora vive e lavora. La guerra, l’assedio, la fuga, il doloroso disgregarsi di una comunità, la nostalgia, ma anche gli affreschi commoventi e fiabeschi della propria infanzia, l’intrecciarsi di destini familiari e collettivi, saranno temi ricorrenti anche nelle opere successive. I suoi libri sono stati tradotti in una ventina di lingue e la lunga serie di premi e riconoscimenti letterari – tra cui, in Italia, il Grinzane Cavour nel 2003 per il libro Mama Leone e il premio Tomizza nel 2011 – lo consacra non solo come autore di fama internazionale ma anche come autentico erede dell’eccellente tradizione narrativa bosniaca e della migliore letteratura del Paese che una volta è stato la Jugoslavia. 







martedì 16 gennaio 2024

IL GRANDE MAGAZZINO DEI SOGNI - Lee Mi-Ye


Mi trovavo in libreria e sono stata attratta dalla copertina molto colorata di questo romanzo. 
Da un po' di tempo pensavo di provare un nuovo approccio alla letteratura orientale così, attratta dalla trama leggera e originale, ho deciso di portare a casa con me "Il grande magazzino dei sogni" di Lee Mi-Ye arrivato nelle librerie nel marzo del 2023.
Mi ha incuriosita anche perché pare che il romanzo sia nato da un'autopubblicazione che, grazie al tam tam dei lettori è divenuto un bestseller tradotto in varie parti del mondo e, adesso, anche in Italia.
Una volta immersi nella lettura vi troverete trasportati in una sorta di Hogwarts del mondo dei sogni, un clima sereno, magico e pure divertente, caratterizza questo grande magazzino in cui la protagonista, la giovane neo assunta Penny, viene erudita sul funzionamento dei vari piani, sulle funzioni dei vari direttori di settore e del direttore generale, nonchè su quelle di creasogni.
Al grande magazzino dei sogni i clienti arrivano in pigiama, già addormentati, alla ricerca del sogno ideale per quella notte e, all'indomani, non ricordano affatto di essersi recati in quel luogo fantastico.
Tra creasogni di successo, premi simili agli Oscar per i sogni bestsellers, assemblee organizzative e sogni su misura, Penny apprenderà il vero significato e la vera funzione dei sogni, anche di quelli meno belli.
L'ho trovato una piacevole fuga dalla realtà. Leggero, ma mai banale. 
Consigliato a chi ha voglia di evadere con la fantasia in compagnia di personaggi sempre positivi e spesso divertenti.
La traduzione di Lia Iovenitti è scorrevole e arriva delicatamente al lettore, non troviamo costruzioni o termini ricercatissimi, ma ho notato che questo avviene spesso con i romanzi orientali che hanno sovente nella versione originale una sorta di linearità e semplicità nella narrazione che li fa differire dalla letteratura del resto del mondo.
Che dire? di sicuro lettura rilassante, del resto parliamo di sonno e di sogni!
 

Un estratto: "...mi pare che la gente, al giorno d'oggi, si ostini a confrontare la propria vita con quella degli altri molto più del necessario. Da un certo punto di vista è inevitabile [...] ma se si arriva al punto di non riuscire più a concentrarsi sulle proprie cose è chiaramente un problema "

mercoledì 19 aprile 2023

Mega Book Haul primo trimestre 2023

Nel primo trimestre del 2023 ho effettuato un po' di acquisti, facendomi guidare sia da alcuni consigli arrivati dalle parti più disparate, che da quanto raccontato da alcuni risvolti di copertina.

Ho preparato quindi un video ( mostrarli in foto aveva poco senso ) in cui vi illustro un po' qualche trama e qualche curiosità.

Intanto vi chiedo, se sarete passati di qui, di iscrivervi al blog tramite l'apposito pulsantino blu in basso a destra, in tal modo rimarrete aggiornati sui prossimi articoli in uscita e mi aiuterete a far crescere questa pagina letteraria.

Grazie amici, vi lascio al video



mercoledì 15 marzo 2023

ARRIVA DAL 1983 LA SAGA GOTHIC BLACKWATER


 Approdata finalmente in Italia la  Blackwater saga, opera di un maestro del gotico quale Michael McDowell, classe '50  noto al grande pubblico per le sue sceneggiature di film famosissimi quali "Beetlejuice" o "Nightmare before Christmas", ma anche di serie arcinote : "Un salto nel buio", "Alfred Hitchcock presenta" o per il romanzo "Jack & Susan in 1913".
L'ambientazione temporale è quella degli anni '20, in un'Alabam Calda, fangosa e misteriosa intrisa di orrore e magia .
La serie fu pubblicata negli anni '80, ma, come dicevo in apertura, è arrivata in Italia soltanto oggi riscuotendo un grandissimo successo.
Una saga quindi senza tempo, una narrazione avvolgente, coinvolgente e appassionante.
Principali protagoniste due donne: Mary-love Caskey ed Elinor Dammert, la donna dai capelli di rame apparsa durante la piena del Perdido.
Chi o cosa si cela dietro Elinor? E perchè Mary-Love non riesce proprio a sopportare la sua presenza?
Tra avvenimenti soprannaturali, ripicche familiari e tragici eventi, la famiglia Caskey e l'intera comunità di Perdido, attraverseranno un'era importante che metterà alla prova l'intera cittadina.
Cittadina, tra l'altro, davvero esistente, sebbene modificata per esigenze narrative.
Figure femminili forti, combattive e determinate, sia quelle principali che quelle che ruotano attorno alle protagoniste. Le figure maschili della saga sono forse più in ombra e vengono descritte quasi come personaggi senza spina dorsale il cui potere è dovuto esclusivamente ad una mentalità patriarcale e retrograda.
Le vere colonne portanti della città sono quindi le donne, viste come individui indipendenti e non legati alla figura di madri o mogli, sebbene, all'apparenza, siano esclusivamente madri e mogli o serve di qualcuno.
Una nota a parte meritano le stupende copertine realizzate con goffrature e immagini che riprendono elementi della storia.
Altro dettaglio è la scelta di Neri Pozza di creare delle edizioni tascabili di un certo pregio, sempre rimanendo nell'ambito di volumi economici.
Nasce per questo la nuova collana Beat della quale la saga di Blackwater ne è la prima opera pubblicata.
Ne consiglio vivamente la lettura e attendo di scoprire con ansia le future pubblicazioni che si andranno ad aggiungere alla collana






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mercoledì 22 febbraio 2023

CAVE CANEM - Danila Comastri Montanari


Ciao a tutti amici lettori. Oggi ho proprio piacere di parlarvi di un romanzo che è il primo di una lunga serie dedicata al Senatore Publio Aurelio Stazio. Romanzi avvincenti e divertenti al tempo stesso, nati dalla penna di Danila Comastri Montanari.

l titolo “Cave canem” (attenti al cane) prende spunto dalla scritta che si trova all’ingresso dell'abitazione di Gneo Plauzio, ricco mercante di pesce che ha stabilito la sua dimora sul lago d’Averno considerato la porta degli inferi (da qui il pio Enea era disceso per la sua visita ai trapassati…) per via delle sue mefitiche esalazioni di gas solforosi.

E’ proprio qui che Publio Aurelio Stazio si ferma di ritorno da una gita a Baia dalla quale rientra insieme alla simpatica amica Pomponia, il cui nome ne anticipa già le rotonde forme e la solarità di carattere.

Appena ricevuto in casa da Gneo Plauzio, purtroppo, Aurelio apprende una triste notizia, quella della morte di uno dei figli di Plauzio, Attico, il quale pare essere scivolato all'interno della vasca delle murene.
Ma le morti non si arrestano, infatti, a quanto sembra, la famiglia è sotto l’influsso di una oscura maledizione che si deduce da un vaticinio e che prevede la morte di tre rami dell’albero del capofamiglia. Ma non anticipiamo il corpo della storia…

Naturalmente Aurelio non è convinto che tali morti siano dei semplici incidenti voluti dal fato e con scaltrezza e attento ragionamento giunge fino alla fine smascherando il colpevole.

A fare da contorno alla storia sono i divertentissimi personaggi che accompagnano Publio Aurelio, uno fra tutti il servo Castore, un ladro alessandrino che il Senatore ha salvato in passato da morte sicura. Sono davvero divertenti i battibecchi tra i due.
Intrigante il sottile legame che si instaura tra la giovane Nevia e il nostro nobile Senatore.

Una caratteristica che mi ha appassionato è l’attenta descrizione degli usi, dei luoghi, delle vesti, dei monili dei tempi. Ho trovato quindi la ricostruzione storica molto accurata e ciò mi ha consentito di apprezzare periodi storici il cui studio scolastico non mi aveva proprio entusiasmato.

Degno di nota il fatto che i libri della prima stampa, editi da Hobby & Work, sono in vendita al 50% tra i remainders su ibs e, credo, anche su Amazon

Riporto alcuni passi dei quali ho voluto prendere nota:

• Ibis, redibis, non morieris in bello! – aggiunse Aurelio. – “Andrai, ritornerai, non morirai in guerra”, fu pronosticato a un poveraccio, che poi, manco a dirlo, ci rimise la pelle. Ai parenti furibondi, l’oracolo spiegò che la profezia andava letta spostando la virgola: “Ibis, redibis non, morieris in bello”. Cioè: Andrai, non ritornerai, morirai in guerra!”

• -E allora? – la interruppe cinico il senatore. – La maggior parte degli omicidi è commessa proprio all’interno delle famiglie. Dove, se non tra le mura di una casa, in mezzo a gente che vive gomito a gomito, si scatenano gli odi più violenti, le passioni più sfrenate?

martedì 14 febbraio 2023

IL GATTO VENUTO DALL'INFERNO - Lynne Truss

 Ho appena finito di leggere questa surreale storia narrata da Lynne Truss.

Non so bene come raccontarvela amici lettori, ma so per certo che questo romanzo è geniale.

Perchè geniale? Perchè riesce magistralmente ad unire caratteristiche assurdamente contrapposte.

E' un romanzo horror ed è un romanzo ironico e divertente. E' un romanzo surreale, ma che si svolge nella placida campagna inglese tra cottage e biblioteche, tra un tè e un tramezzino, seduti in poltrona con accanto un sonnecchiante cane di nome Watson.

Un continuo omaggio a personaggi famosi per i più disparati motivi, da Harry Potter a Daniel Craig, da Alister Crowley (noto satanista fondatore dell'abbazia di Thelema a Cefalù in Sicilia) a Jane Eyre per trovarvi, alla fine, intenti ad effettuare una ricerca su youtube a caccia della voce di Vincent Price e della sua introduzione vocale a Thriller di Michael Jackson.

Voce narrante è Alec, ex bibliotecario, da poco in pensione e da poco vedovo, che si troverà a dare la caccia ad un gatto, o forse due o, forse, a Belzebù in persona.

D'altra parte vero protagonista del romanzo è proprio Roger, un gatto parlante la cui storia a tratti vi terrorizzerà al punto che non riuscirete mai più a guardare il vostro gatto senza provare un un brivido lungo la schiena.

Una storia bizzarra, che, pian piano prenderà forma. Leggendo accadrà che, man mano, tutti gli eventi e i personaggi apparentemente scollegati tra loro, troveranno la giusta collocazione formando una visione d'insieme più chiara.

Un racconto moderno perchè attuale, ma con una narrazione vecchio stile alla stregua di un romanzo di Arthur Conan Doyle del quale l'autore è sicuramente grande fan.

Un gatto, Roger, bellissimo, che vi affascinerà con la sua erudizione ed eleganza tipicamente felina.

Continuo a pensare al passaggio di Jane Eyre in cui il fratello venuto dalle Indie occidentali subisce una violenta aggressione notturna e Rochester gli vieta di dare qualsiasi spiegazione a Jane che siede nel buio con lo sconosciuto coperto di sangue e per tutto il tempo sente l'agitazione animalesca della donna folle e violenta dietro la porta chiusa a chiave. Per te non avrà alcun senso se non hai letto il libro in questione, Wiggy, perciò mi scuso per le mie divagazioni. E' solo che, in ambulanza, ho continuato a ripetere a Winterton a chiare lettere: -E' meglio che lei non parli, Winterton, vecchio mio; non dica una parola-. E poi, proprio ora, mi sono ricordato perché la situazione mi sembrasse così familiare, pur non avendo mai vissuto niente di simile

Lynne Truss
Non ho scelto a caso questo passaggio, l'ho portato alla vostra attenzione proprio perché, attraverso questa citazione, questo bell'omaggio a Jane Eyre, l'autrice ci vuole dimostrare come le letture, quelle importanti, quelle che ci segnano, rimangano dentro di noi come delle esperienze vissute quasi in prima persona. Un modo per sottolineare il potere della letteratura e le forti emozioni che questa può donarci. (Nella foto Lynne Truss)


Che dire? Io lo straconsiglio, magari potrà non piacere a qualcuno (come ho potuto apprendere leggendo alcune recensioni) ma sono certa che non sia un romanzo per tutti, senza voler sminuire alcuno, solo intendo che non è un romanzo apprezzabile su vasta scala, non è un romanzo ruffiano che fa l'occhiolino ad un ampio pubblico, ma, probabilmente, solo a chi ama il genere.

domenica 12 febbraio 2023

OMICIDIO A MIZUMOTO PARK - Tetsuya Honda

 


Ciao amici lettori, ho parlato un po' di questa lettura sui miei vari canali, ma mancava ancora il passaggio sul blog, nero su bianco.

Eh sì, perché, vuoi o non vuoi, alla fine, lo strumento migliore per parlare di libri, rimane a mio parere il blog.
Già ancora prima che uscisse questo romanzo mi ero lasciata prendere dall'entusiasmo, ero curiosa di leggere un noir poliziesco giapponese e lo attendevo con, per così dire, ansia.

Benissimo, appena è uscito l'ho immediatamente preso in libreria e mi sono fiondata a casa per iniziare a leggerlo.
In pochissimo tempo e dopo poche battute l'entusiasmo si era un tantino smorzato e cominciavo ad andare a rilento.
Questa andatura da bradipo ha cominciato a farmi pensare che, forse, non è che il romanzo mi stesse prendendo poi tanto.
Ho pensato che il problema potessi essere io, ho creduto di essere un po' stanca, ma, in realtà, ero attratta da altre letture che, nel frattempo, iniziavo e ultimavo con piacere.
Alla fine, però, ho deciso di impegnarmi e portarlo a termine anche semplicemente per parlarne sul blog e sui canali attraverso i quali ne avevo preannunciato l'uscita.

Che dire? un romanzo piatto e monocorde. Personaggi per nulla caratterizzati, né direttamente né indirettamente. 
Una serie infinita di interrogatori in cui i personaggi interrogati risultano tutti uguali, non si riesce a distinguerli e questo fa sì che diventino molto noiosi.
L'ambiente, che in un noir poliziesco, è quasi protagonista a sé, non è per nulla delineato o tracciato. Non ci arriva alcuna emozione attraverso quest'ultimo.
Non parliamo della mancanza di introspezione, solitamente fondamentale in questo genere e qui quasi del tutto assente.

Indubbiamente Tetsuya Honda è un autore molto amato nel suo paese, ha venduto milioni di copie dei romanzi della serie dedicata alla detective della polizia di Tokyo, Reiko Himekawa e, da questi, sono state tratte persino delle serie TV di successo.
A questo punto sono certa che starete pensando che, probabilmente, qui ad avere un problema sia semplicemente io.
E vi confesserò che, chissà, magari è così.
Nonostante tutto rimane un romanzo che non mi sentirei di consigliare, ma, ovviamente, è giusto che ciascuno si faccia una propria idea.

Indubbiamente vuole esserci una critica alla società giapponese che, spesso, bistratta le donne, soprattutto sul lavoro. Ma quest'opera di denuncia sociale viene spesso portata al lettore attraverso dei siparietti quasi comici, da manga o da anime giapponese che, forse, sono un po' lontani dalla nostra cultura e che, invece di suscitare indignazione verso la suddetta società,  producono
in chi legge solo rabbia per via della superficialità con cui l'argomento è trattato.

Reiko Imekawa dovrebbe rappresentare un personaggio di rottura degli schemi per quel che riguarda le indagini della polizia, spesso svolte in maniera rigida e schematica, ma il suo punto di rottura pare basato su intuizioni supportate dal nulla.

Ribadisco nuovamente che questo è solo il mio personale parere rispetto a quanto ho letto, magari a qualcuno potrebbe pure piacere e potrebbe trovare chiavi di lettura e spunti di riflessione diversi da quelli che ho trovato io.
Resta fermo il fatto che il romanzo rimane per me troppo piatto.

Un plauso va alla copertina che, a mio parere, ha saputo cogliere l'essenza della storia e della società giapponese, così come noi la vediamo e immaginiamo ai giorni nostri

Voto ★★☆☆☆

mercoledì 1 febbraio 2023

CANONE INVERSO - Paolo Maurensig

 Incipit:
Qualche tempo fa ad un'asta di strumenti musicali da Christie's, a Londra, riuscii ad aggiudicarmi per sole ventimila sterline un violino di Jakob Stainer, uno dei più apprezzati liutai tirolesi del Seicento. Mi considerai fortunato: per averlo sarei stato disposto a pagare qualsiasi prezzo

Da anni continuo a sentire sulla bocca di molti questo titolo, alcuni parlano del film, pochi altri del libro. Non mi ha mai incuriosito più di tanto, non ho mai compreso quale fosse l'argomento trattato.
Questo fino a che, pochi giorni fa, ho scoperto cosa sia in musica il "canone inverso" ossia il contrappunto musicale.
Non so perché, ma il suo significato mi ha affascinata ( L'arte di combinare più melodie contemporaneamente, nata nel Medioevo con la pratica polifonica, dalla sovrapposizione nota contro nota ) ed ho pensato che un romanzo che portasse tale titolo doveva sicuramente celare tra le sue righe una storia a più voci che andasse poi a confluire in una sola.
Così l'ho voluto inserire nella sfida (challenge) che ho lanciato a me stessa, ossia quella di leggere sette libri in sette giorni.

Ma torniamo a noi e torniamo a questo piccolo, ma intenso romanzo di Paolo Maurensig.
Canone inverso non è un romanzo da raccontare poiché nel raccontarlo si rischia di rovinarne la sostanza. Non lo definirei un romanzo che lascia un insegnamento, che fa riflettere o che porta con sé una morale. 
E' più semplicemente un romanzo soave, intenso, musicale a tratti inquietante e con un finale spiazzante. 
In sole centocinquanta pagine circa, Maurensig riesce a rendere la durezza, la sofferenza, la determinazione e la passione dei protagonisti nonché la grandezza della musica in tutta la sua dissolvibilità apparente.

La forza di questo romanzo sta negli incontri, nel racconto di una storia, nel dubbio che nasce proprio in chi la narra e nella necessità di quest'ultimo di sapere, di conoscere una verità che forse gli verrà svelata e forse no, questo lo scoprirà il lettore giungendo all'ultima pagina, perché lì e solo lì potrà comprendere il disegno globale.

L'ho trovata una storia al tempo stesso tenera e potente. Inizialmente mi ha ricordato, seppur lontanamente, "L'amico ritrovato", non saprei neppure spiegarne il motivo, ma questo è accaduto e lo riporto qui nel caso qualcuno provi la stessa sensazione e voglia dirmelo nei commenti.
Poi, però,  ha preso tutta un'altra direzione.

Se mi chiedete se lo consiglio dico sicuramente di sì. 
Non aspettatevi storie d'amore o scene di sesso. Non ho guardato il film, ma mi hanno detto che si discosta dal romanzo. A questo punto curiosità vuole che io lo guardi. Magari aggiungerò poi una postilla a questo articolo.

Allora che dire amici lettori? 
Correte a leggerlo e postate sotto i vostri commenti 




lunedì 30 gennaio 2023

OGGETTI PER LETTORI (parte prima)

Ciao a tutti amici lettori.

Questa mattina, prima di mettermi in moto, ho dato una sbirciatina sul cellulare in cerca di un oggetto da regalare ad una mia amica lettrice che presto festeggerà il suo compleanno.
Mi sono così resa conto che il mercato dei gadget per lettori diventa sempre più fornito di oggetti vari che possono essere allettanti e (alcuni) anche piuttosto utili per chi è un appassionato e amante della carta stampata e rilegata.
Di seguito voglio mostrarvi qualcuno di questi oggetti. Certi li conoscevo già, altri non mi erano noti.
Alla fine del post troverete tutti i link per acquistare direttamente questi oggetti su Amazon

Quella che frequentemente negli ultimi mesi vedo tanto pubblicizzata sul booktok è la cosiddetta "Lampada del lettore" che è proprio quella che vi mostro di seguito.
La lampada/libro è una lampada a ventaglio che si apre effettuando un giro fino a 360°. Un oggetto di design che, però, ha comunque intrinseca una sua utilità ossia il fatto di essere fonte di luce per una lettura rilassata in poltrona 

Altro oggetto che sta indubbiamente spopolando tra i lettori è il book journal o, per dirla "parla come mangi" il diario di lettura. Un comodo notes con degli spazi dedicati al titolo del libro che leggiamo, una foto della copertina (a volte), lo spazio per la nostra recensione o per indicare la data di inizio e fine lettura, uno spazio per delle citazioni e tanto altro. Tutto varia a seconda del diverso book journal che acquistiamo poichè ciascun autore di book journal inserisce poi delle pagine dedicate alle wish list o come prima nota per indicare le spese in libri o il budget mensile ad esse dedicato. Insomma si può spaziare con la fantasia e, soprattutto, si può anche realizzarlo da sé con un un po' di fantasia e di manualità utilizzando i bullet planning in vendita nei negozi Tiger.


Altro oggetto utile, ma non apprezzato da tutti, è il "tienilibroaperto". Ahahah! ho coniato io questo termine poiché conosco questo oggetto da diversi anni, l'ho pure usato in quanto mi fu regalato, ma non ne conosco il nome.
si tratta di una sorta di anello che si indossa e che ha due alette laterali e una parte cuneiforme al centro,che viene utilizzato per tenere il libro con una sola mano e, grazie a questo strano anello, si fa in modo  che le pagine rimangano bene aperte. 
Molto utile per leggere in autobus o in metro ad esempio.



Quello che infine vi mostro è davvero un oggetto molto originale e interessante, non so se sia davvero comodo, nel senso che non so se sia agevole girare pagina quando occorre, però l'idea mi è piaciuta poiché mi sa di total relax e mi fa ripensare alla vecchia vasca da bagno che non posseggo più nella nuova casa, sostituita dalla più agevole e moderna doccia.
Bene questo leggìo da vasca è molto interessante. Anzi, se qualcuno di voi lettori ne ha uno in casa me lo faccia sapere nei commenti, sono curiosissima di sapere se sia o meno funzionale

Vi lascio quindi con questi primi oggetti "da lettori", ma non perdetevi la seconda parte perché vi mostrerò alcune chicche. Allora iscrivetevi al blog tramite l'apposito tasto sulla colonna di sinistra. Intanto di seguito i link per trovare su Amazon gli oggetti che vi ho mostrato.



Lampada libro 




venerdì 27 gennaio 2023

UN GIRO AL MERCATINO DEI LIBRI USATI - Episodio 1

Buongiorno lettori, 
oggi un articolo che dovevo già scrivere qualche settimana fa, ma che ho tardato a postare.
A mio parere, o forse ai miei occhi, i mercatini dell'usato sono un po' come delle casse del tesoro, io vado lì carica di aspettative e di gioia e spero sempre di trovare oggetti o, come in questo caso, libri interessanti a prezzi vantaggiosissimi. In particolare questi li ho presi a prezzi variabili da uno a due euro.
Ma partiamo subito col raccontarvi cosa ho trovato.
In questa prima parte o, se vogliamo usare un termine televisivo, in questo primo episodio, vedete subito due romanzi che da un po' di tempo pensavo di acquistare, parlo di Donne eccellenti di Barbara Pym e Zazie nel metrò di Raymond Queneau. 

Del primo (Donne eccellenti) me ne ha tanto parlato bene una mia cara amica super lettrice. Ambientato in una Londra post bellica in cui comincia a vedersi il nascere del femminismo che qui viene raccontato attraverso una commedia romantica divertente in cui la protagonista, Mildred, tutto sogna fuorché sposarsi e mettere su famiglia.  
Si può trovare ancora anche nel nuovo edito sia da Feltrinelli che da Astoria.

Del secondo (Zazie nel metro), invece, ne ho sempre sentito parlare, ma mi è proprio venuta la curiosità di leggerlo guardando un video di Matteo Fumagalli, youtuber che ammiro davvero molto per la sua dialettica e preparazione nonché per il suo grande amore per i libri e la lettura.
Romanzo del 1959. Zazie è una ragazzina ribelle, che arriva a Parigi dalla campagna per stare alcuni giorni con lo zio Gabriel, un omone che per mestiere fa il ballerino travestito. Zazie ha soprattutto voglia di vedere la metro, ma uno sciopero glielo impedisce. Non rassegnata all'idea di vedere la gente della capitale francese, la piccola non esita a scappare dalla casa dove alloggia, per incontrare una serie di personaggi surreali: pietosi e diabolici poliziotti, satiri, sognanti calzolai e vedove consolabili che affollano la Parigi di Queneau (da Wikipedia)

Ho trovato poi Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury , un romanzo che mi attrae davvero moltissimo con una trama che mi ricorda tanto le atmosfere di Stranger Things e di svariati romanzi di King.
Will e Jim sono due ragazzi quattordicenni che vivono nella piccola cittadina di provincia, Green Town, nell'Illinois tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta Sono vicini di casa e sono molto affiatati, anche se l'inizio della pubertà e i diversi interessi sviluppati li stanno progressivamente allontanando. Sono nati nella notte di Halloween, un minuto prima della mezzanotte il primo, ed un minuto dopo l'altro. Una notte un treno si ferma su di un binario morto vicino Green Town. Ne scende un nutrito assortimento di fenomeni da baraccone che inizia a innalzare i tendoni di un inquietante luna park con l'aiuto di una misteriosa mongolfiera... 

Infine, forse una chicca, chissà, un romanzo del 1976 che non conoscevo (e tutt'ora non conosco per essere precisi) affatto e che mi ha attratta per la sua copertina, per il titolo e la sua misteriosa trama. Si tratta di La sentinella del male di Jeffrey Konvitz. 
Un appartamento in una tranquilla, vecchia casa sull'89° Strada di New York: ad Allison Parker, giovane fotomodella, sembrava un'ottima soluzione - dopo la morte del padre - per cancellare i fantasmi del passato.
Ma i vecchi incubi ritornano, con emicranie lancinanti e svenimenti improvvisi. Che cosa nascondono le stranezze dei vicini di casa, un prete cieco sempre alla finestra, un vecchietto ciarliero con la gatta Jezebel e il pappagallo Mortimer, due lesbiche e un'anziana signora dell'aria torva? E i passi che risuonano in un appartamento vuoto da anni? Chi è veramente Michael Farmer, il fidanzato di Allison, che sembra non credere alle sue paure? E che cosa si nasconde dietro l'Arcidiocesi di New York?
La verità si fa strada a poco a poco in un crescendo di scoperte sconvolgenti: un lungo orrore e una suspense insostenibile travolgono la protagonista - e il lettore con lei - in una storia che va oltre i confini della ragione. 

Ho scoperto che su ebay questo libro è molto quotato, e dire che l'ho preso addirittura per un euro!
 
Queste copertine vintage sono davvero, davvero fantastiche.Per un verso le adoro, per l'altro le trovo in qualche modo "respingenti", ma, dato che amo le sfide, mi va proprio di andare a scovare dei lavori che potrebbero alla fine rivelarsi interessanti (mi sono autopromossa  talent scout di cold book!!)

Allora cari lettori miei, finisce qui il primo di (conoscendomi) moltissimi episodi dedicati agli acquisti presso i mercatini dell'usato.
Fatemi conoscere attraverso i commenti i vostri acquisti nei mercatini e consigliatemi quelli delle vostre citta, ci tengo tanto!!
Alla prossima, un bacione!

lunedì 23 gennaio 2023

IL CENSIMENTO DEI RADICAL CHIC - Giacomo Papi

 

Ho scoperto questo breve, ma significativo ed attualissimo, romanzo grazie al racconto di un'amica che me ne parlava facendo appunto riferimento alla triste e tragica situazione che la nostra lingua sta attraversando. Ma non è solo la lingua italiana ad essere protagonista in questa storia, quanto l'intera idea di cultura.

Potremmo definirlo un romanzo distopico, ma non credo affatto che lo scenario immaginato da Papi sia poi così lontano da uno reale che potrebbe realizzarsi in un futuro relativamente prossimo.

L'ipotesi è quella di un governo che ribalta la realtà delle cose per cui la manipolazione del popolo non avviene a causa il suo impoverimento culturale bensì per via e per mano dei colti, degli illuminati i quali, attraverso parole difficili e concetti complessi, vogliono ingannarlo.
Perciò il problema non è la diffusa ignoranza quanto l'elitaria preponderanza di pochi intellettuali corrotti.
Ecco allora partire una nuova caccia alle streghe che vede appunto gli intellettuali come "categorie da proteggere" dalla giusta ira del popolo istituendo, a tale scopo, una lista alla quale iscriversi a proprie spese.

Il tutto prende il via con l'omicidio di un professore reo, in qualche modo, di aver scatenato su di sé l'odio della gente comune pronunciando concetti e termini di difficile comprensione durante un suo intervento in TV. Odio avallato e fomentato subdolamente dallo stesso  Primo Ministro durante la suddetta diretta televisiva.

Un romanzo tragicomico che fa sorridere amaramente e, a volte, anche ridere pur sempre con la consapevolezza che di riso amaro si tratta. 
Un esame lucido ed ironico di una società fittizia sebbene, come dicevo inizialmente, neppure tanto lontana da quella reale ed attuale.

Si fa riferimento ed omaggio a diverse case editrici, a diversi romanzi ed autori. 
Fra tutti uno, seppur velato e non dichiarato, che credo di aver colto, è quello relativo a Farhenheit 451 di Ray Bradbury.

Non posso e non voglio aggiungere altro se non il consiglio di leggerlo assolutamente, di non farvi scappare questo piccolo, forse non noto come dovrebbe, ma comunque speciale, romanzo la cui copertina è proprio il simbolo della morte della cultura e di chi, ahimè! ne è portatore, sano o insano


Voto ***** 5/5


giovedì 19 gennaio 2023

Trust - Hernan Diaz

 Recensire questo romanzo lo trovo in qualche modo complesso, non fosse altro perchè, probabilmente, si rischia di pensare che si tratti in toto di un solo romanzo, mentre, in realtà, a mio parere, troviamo due romanzi di contorno e, nella terza parte, il corpo reale di Trust. Alla fine, poi, nella quarta parte, troviamo il tassello che manca un po' in tutta la storia. Ma non voglio svelare nulla.

Se, quindi dovessi raccontarvi la trama di Trust mi riferirei, per cominciare, alla terza parte del volume intitolata "Memorie del ricordo" (di Ida Partenza).

Protagonista e voce narrante è la scrittrice Ida Partenza la quale, settantenne negli anni ottanta, ricorda il periodo della sua vita in cui venne assunta dal brillante finanziere newyorkese Andrew Bevel il quale, negli anni cinquanta, decide di dare una risposta netta e contrastante ad un autore il quale si era precedentemente permesso di scrivere una biografia romanzata sulla vita del suddetto Bevel e che, a suo modo di vedere, era ingiustamente diffamante e totalmente inesatta in quanto stravolgeva nettamente quanto accaduto nella sua vita e, soprattutto, nel suo matrimonio e, cosa più grave, mentiva spudoratamente sulle circostante riguardanti la malattia della moglie.

Quindi la allora giovane Ida si ritrova a scrivere una nuova biografia sotto la supervisione, che diventa quasi una "dettatura/dittatura" di Bevel. Ma, ad un certo punto, comincia a capire che qualcosa nei suoi racconti non quadra, manca qualche tassello, non tutto torna.

Il romanzo rimarrà incompiuto, ma ne troveremo la stesura (sebbene interrotta) nella parte seconda del volume che è dedicata appunto alla biografia di Andrew Bevel.

Vi chiederete quindi di cosa parlino le prime pagine del volume, a cosa siano state riservate. Ebbene la prima parte è proprio un romanzo a sé, si tratta proprio della biografia romanzata cui accennavamo in precedenza, proprio quel romanzo che non andò giù a Bevel e che raccontava, usando dei nomi di fantasia, la storia sua e della sua famiglia, del suo matrimonio e della moglie.

Per finire, in coda al volume, ecco una quarta parte che, se proveaste a leggerla come prima cosa, la trovereste sconnessa, sconclusionata e impossibile da comprendere. Questa parte è proprio il tassello mancante, quello che chiarirà tutto sia a Ida Partenza che al lettore.

Che dire amici lettori? 
Sicuramente una costruzione che funziona perfettamente, una macchina narrativa ineccepibile. Scrittura magistrale e, se posso permettermelo, quasi un esercizio di stile. Sì, poiché ogni parte del volume ha uno stile tutto proprio, non sembra quasi che sia stato scritto dallo stesso autore. Per questo sostengo che da questo punto di vista il romanzo meriterebbe cinque stelline su cinque, senza ombra di dubbio. Però, di contro, l'ho trovato freddo, spesso descrittivo (soprattutto per quel che riguarda il lato economico e borsistico). Non saprei dire perché, ma non mi ha lasciato molto.
Si fa leggere comunque facilmente, è scorrevole, nonostante tutto, ma non riesco a vederlo come un lavoro eccelso da tutti i punti di vista.

Però consiglio comunque di leggerlo se in qualche modo vi incuriosisce, poiché credo che  ciascuno possa essere colpito da aspetti differenti di questo romanzo-non romanzo.
In ogni caso interessante e ben scritto

Voto 4,5/5